DIPARTIMENTO

"CANI ALLERTA GLICEMICA C.A.G."

COORDINATRICE NAZIONALE

LETIZIA MAJ

CANI ALLERTA GLICEMICA C.A.G.

Dipartimento sociale della OCISS APS SD, "Cani da Allerta Glicemica C.A.G."  si occupa per tramite dei propri Esperti Cinofili all'addestramento di cani per il riconoscimento dei Composti Organici Volatili (VOCs) emessi tramite la sudorazione, saliva o il fiato del paziente durante i picchi o i cali glicemici di un soggetto affetto da diabete.

Il cane da allerta glicemica segnala sia un valore glicemico compreso tra 70 e 80 mg/dL, soglia di una probabile ipoglicemia, sia valori superiori a 180 e 200 mg/dL, vigilando giorno e notte sul soggetto diabetico. Segnala le variazioni pericolose al compagno di vita, ma se necessario chiede aiuto anche ad altri componenti della famiglia. Nel caso di grave ipoglicemia il cane può portare al diabetico il kit per poter contrastare questa emergenza. Crea benessere al binomio e uno stile di vita meno sedentario.

Il dipartimento per tramite dei propri formatori e professionisti esterni, promuove anche corsi per la formazione e l'aggiornamento continuo degli Esperti Cinofili nell'area Addestramento Cani da Allerta Glicemica C.A.G.

Il cane da allerta glicemica può essere un cucciolo acquistato presso un allevamento selezionato che ne garantisce il benessere psicofisico, oppure essere già di proprietà della persona diabetica. In entrambi i casi verranno fatte delle valutazioni attitudinali per garantire poi il corretto svolgimento del lavoro del cane in molteplici contesti ambientali e di stimolazione sensoriale.

Durante i primi tre mesi, il cucciolo impara ad associare l’odore di un campione biologico con un basso valore glicemico ad un premio/rinforzo positivo, successivamente il riconoscimento dell’odore viene abbinato ad un comportamento/segnalazione che il più delle volte è proposto dal cuccio stesso. Questo modo di avvisare in futuro diventerà esclusivo per segnalare una variazione pericolosa.

Superati i primi tre mesi di training, il cucciolo viene progressivamente inserito nella nuova famiglia, dando così tempo alla persona di acquisire le competenze specifiche per gestire il nuovo amico e al cucciolo ancora giovane di instaurare il legame con il diabetico che diventa fondamentale per il successo del binomio.

Nel caso in cui il cane sia già di proprietà, viene steso un progetto specifico tenendo conto delle sue attitudini.

Questo protocollo è un documento formativo e cinotecnico. Il cane d’allerta non deve essere considerato uno strumento diagnostico né sostituire glucometro, monitoraggio continuo del glucosio (CGM), terapia, piano di emergenza o indicazioni del medico. Ogni segnalazione deve essere verificata secondo il piano sanitario individuale.

Le soglie glicemiche e le procedure di trattamento appartengono al piano clinico della persona e devono essere definite dal team sanitario. L’American Diabetes Association classifica, nel 2026, l’ipoglicemia come <70 mg/dL (<3,9 mmol/L), con livello 2 <54 mg/dL (<3,0 mmol/L) e livello 3 quando è necessaria assistenza per il recupero.

La letteratura mostra che i cani possono apprendere odori associati a variazioni glicemiche, ma accuratezza e affidabilità sono variabili; il protocollo deve quindi prevedere verifica strumentale, registrazione degli alert e rivalutazioni periodiche.

ESPERTI CINOFILI C.A.G.

Il percorso forma esperti cinofili specializzati nella progettazione, conduzione, valutazione e mantenimento di programmi di addestramento per cani destinati alla segnalazione di variazioni glicemiche, con particolare riferimento all’ipoglicemia.

L’Esperto Cinofilo in Addestramento Cani Allerta Glicemica C.A.G. opera nell’ambito cinotecnico: seleziona e valuta il cane, costruisce competenze olfattive e comportamentali, prepara la segnalazione, lavora con il conduttore e documenta le prestazioni. Non formula diagnosi, non modifica terapie e non sostituisce il personale sanitario.

La formazione deve integrare competenze cinofile, metodologia dell’addestramento, basi di diabetologia utili al lavoro, gestione del binomio, sicurezza, etica, raccolta dati e verifica delle prestazioni.

Al termine del percorso il candidato dovrà essere in grado di:

  • valutare l’idoneità di un cane a un percorso di allerta glicemica;
  • progettare un piano individualizzato di addestramento;
  • gestire campioni e prove olfattive secondo procedure controllate;
  • costruire imprinting, discriminazione e generalizzazione;
  • costruire una segnalazione affidabile, sicura e non lesiva;
  • condurre prove in cieco e doppio cieco riducendo i bias dell’operatore;
  • trasferire il comportamento dalla prova controllata alla vita quotidiana;
  • formare il conduttore alla lettura e gestione dell’alert;
  • raccogliere e interpretare dati di prestazione senza trasformarli in diagnosi cliniche;
  • individuare regressioni, falsi positivi, mancati alert e criticità ambientali;
  • redigere schede di addestramento, valutazione e mantenimento;
  • collaborare con famiglia/caregiver e professionisti sanitari rispettando ruoli e competenze.

Protocollo Cani Allerta Glicemica Pdf

PDF – 486,6 KB 12 download